Miguel Munoz

Miguel Munoz

What makes your act Agua unique is the fluid and sophisticated interpenetration of magic, contact juggling, physical theatre, and dance. Where does all this come from?

I started out with magic, but I have always been interested in the circus arts. I trained at circus schools in Madrid and London, and I have always tried to engage with other artists and art forms in order to acquire new tools. I believe that circus schools offer a broader and more complete training.
 My hybrid approach to different expressive forms also comes from experiences such as working with the DV8 company, a group that focuses strongly on the metaphor of movement—movement not as an end in itself, but as the expression of an idea. In the same way, the magical effect is no longer the goal, but becomes a tool to metaphorically express an idea.
 My act Agua expresses the impossibility of stopping the flow of a fluid, of capturing water—an element that symbolizes the passage of time and life itself. The act is like a poem about the flow of things, in which magic is my primary form of writing.

Observing major artists such as Yann Frisch, Héctor Mancha, and Winston Fuenmayor, can we identify a tendency in contemporary magic to increasingly merge with theatrical and circus arts?

Absolutely. I believe that magicians are increasingly looking toward other art forms, even though magic always retains its own distinctiveness. The issue is that there is no formal, structured education specifically for magic, and to broaden one’s perspective it is necessary to turn to other disciplines.
 In my view, there has been an evolution within magic such that we can now speak of classical magic and contemporary magic. In classical magic, amazement through effect was the primary objective. Today, contemporary magic uses magical techniques to express something, and to achieve this goal it is easier—and often necessary—for the artist to enrich their toolkit with those of other disciplines.
 I first encountered this idea of contemporary magic in the writings of Luis García, a philosopher and influential theorist in the 1970s to whom the Spanish school owes a great deal. Gabi Pareras, an exceptional magician, applied many of García’s theories to card magic. In France, for example, Magie Nouvelle is also pursuing a new path, working extensively on theatricality and magical atmosphere.

For Agua you use techniques, body movements, and sophisticated misdirection specifically developed for the spheres. Can we define it as a major lesson in innovation in magic?

Yes, it’s true. In this act I developed new techniques starting from Tony Slydini’s art of “lapping,” that set of techniques by which a performer seated at a table can secretly drop an object into their lap. Through an in-depth study of these procedures, I effectively verticalized them, using my arm instead of the tabletop, and alternative methods of concealment instead of the lap or legs.
 I also studied the movements and the entire choreography so that everything would appear as natural as possible. For me, innovation in magic means precisely this: starting from a deep study of the great masters and from there developing the most effective techniques in order to express oneself through magic as clearly as possible.
 And then, as in dance, by rehearsing again and again, searching for the most fluid, natural, and personal movement. I notice that many young people approaching magic today no longer ask questions, do not study the masters of the past, and have no desire to seek anything beyond quick visual effects. This hinders the evolution of our art, which is still very young compared to others. Magic certainly existed in ancient Egypt, but as a theatrical art it is little more than a century old and still has a long road ahead of it.

(article published on Juggling Magazine, n.94, march 2022)

La caratteristica che rende unico il tuo numero Agua è la compenetrazione fluida e sapiente di magia, contact juggling, teatro gestuale e danza. Da dove ha origine tutto questo?

Ho iniziato con la magia ma mi sono da sempre interessato alle arti circensi. Ho frequentato scuole di circo a Madrid e a Londra e ho cercato sempre di confrontarmi con altri artisti e forme d’arte per acquisire nuovi strumenti. Credo che le scuole di circo diano una formazione più varia e completa. L’ibridazione con altre forme espressive mi deriva da esperienze come quella con la compagnia DV8, una compagnia che lavora molto sulla metafora del movimento, il movimento non fine a sé stesso ma come espressione di un’idea. Anche l’effetto magico così non è più l’obiettivo ma diventa per me uno strumento per esprimere metaforicamente un’idea. Il mio numero Agua esprime l’impossibilità di fermare lo scorrere di un fluido, di catturare l’acqua, elemento che simbolizza lo scorrere del tempo, la vita. Il mio numero è come una poesia sul fluire delle cose in cui la magia è la mia forma di scrittura principale.

Osservando grandi artisti come Yann Frisch, Hector Mancha, Wynston Fuenmayor si può individuare una tendenza della magia contemporanea a contaminarsi sempre più con le arti teatrali e circensi?

Certamente credo che i maghi guardino sempre di più alle altre arti anche se la magia mantiene sempre una sua peculiarità. Il fatto è che non esiste una formazione propriamente magica e per allargare le proprie prospettive bisogna fare riferimento ad altre discipline. Secondo me c’è una evoluzione nel mondo della magia per cui si può parlare di magia classica e magia contemporanea. Nella magia classica stupire attraverso l’effetto era l’obiettivo principale. Oggi la magia contemporanea usa le tecniche della magia per esprimere qualcosa ed è più facile che per raggiungere questo obiettivo l’artista voglia potenziare i suoi strumenti con quelli di altre discipline. Questa idea di magia contemporanea l’ho incontrata per la prima volta negli scritti di Luis Garcia, un filosofo e teorico influente negli anni settanta a cui la scuola spagnola deve molto. Gabi Pareras, eccezionale prestigiatore ha applicato molte delle sue teorie alla cartomagia. Ma anche la Magie Nouvelle in Francia ad esempio percorre una strada nuova lavorando sulla teatralità, l’atmosfera magica.

Per Agua utilizzi tecniche, movimenti del corpo e sofisticate misdirection elaborate per essere applicate alle sfere. Possiamo definirla una grande lezione sull’innovazione in magia?

Si è vero nel numero ho sviluppato delle tecniche nuove partendo dall’arte del “lapping” di Tony Slydini, cioè quell’insieme di tecniche in base alle quali l’artista seduto a un tavolo può scaricare segretamente un oggetto in grembo. Partendo da un profondo studio di queste procedure le ho di fatto verticalizzate, utilizzando al posto del piano del tavolo il mio braccio e al posto del grembo o delle gambe altre modalità per occultare le sfere. Ho quindi anche studiato i movimenti e l’intera coreografia in modo che tutto risultasse più naturale possibile. Per me l’innovazione in magia è proprio questo, partire dallo studio approfondito dei grandi maestri e da lì elaborare le tecniche migliori al fine di esprimersi al meglio attraverso la magia. E poi, come nella danza, provando e riprovando, ricercare il movimento più fluido, naturale e personale. Vedo che molti giovani che si avvicinano alla magia oggi non si pongono più domande, non studiano i maestri del passato, non hanno desiderio di ricercare altro che l’effetto visuale rapido. Questo impedisce l’evoluzione della nostra arte che è un’arte molto giovane rispetto ad altre. Certamente la magia esisteva anche nell’antico Egitto ma come arte teatrale ha poco più di un secolo e ha sicuramente molta strada da compiere.

 

(articolo pubblicato su Juggling Magazine, n.94, marzo 2022)

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GIORGIO ENEA SIRONI

Giorgio Enea Sironi is a professional working in the communications and live entertainment sectors. For Juggling Magazine, a publication dedicated to contemporary circus and the performing arts, he edits "Hocus Pocus, the Column of Wonders," where he publishes interviews and insights into contemporary illusionism.

Giorgio Enea Sironi è un professionista operante nel settore della comunicazione e dello spettacolo dal vivo. Per Juggling Magazine, rivista dedicata al circo contemporaneo e alle arti performative, cura "Hocus Pocus la Rubrica delle meraviglie" dove pubblica interviste e approfondimenti sull'illusionismo contemporaneo. 

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