Born in Turin in 2000, Piero Venesia is an illusionist and actor specialising in close-up magic. His performances combine illusionism, theatre, mime, and clowning. Winner of First Prize in the Parlour Magic category at the FISM European Championships 2024, he was a guest on Penn & Teller’s Fool Us in January 2025.
When I was a child, my grandmother often took me to a stall selling magic tricks in a small seaside town near Imperia. There was a man there who explained how to perform the tricks, and for a child, holding those secrets in your hands was an incredible thing. What probably fascinated me at first was knowing things that others didn’t know. In the end, a large part of the initial appeal of illusionism lies in its secrets. And when you’re young, this is psychologically very powerful: if you learn to perform a magic trick, shyness disappears, along with many relational difficulties with others.
As I grew older, however, I realised there was something else to search for beyond the secret itself: an experience, a genuine sensation of the magical. Around the age of fifteen, I began working at traditional parties and ceremonies, but from the very beginning I wanted to do something more artistic and more personal. So in 2017 I enrolled in the training courses of the Circolo degli Amici della Magia in Turin, and at the same time I began an acting path with Itaca Teatro, under Marco Alotto and Gianni Bissaca.
Since 2021 I have collaborated with the association Treno della Memoria, which organises initiatives retracing the history of the Holocaust and raising awareness among younger generations about active citizenship and democracy. Through this collaboration, I have performed The Friend by Fred Uhlman and Bent by Martin Sherman, as well as numerous readings in the Kraków Ghetto and various performances inside former concentration camps in Poland.
Through theatre, I began to better understand how to be on stage—something that in magic is often taken for granted—and how a performing art can address deeply human themes. A few months ago, I was in Kraków and, at the end of a performance, the audience remained silent. There was such an intense moment that it reminded me why I go on stage, and how profoundly a performance can affect people emotionally. It is this depth, in my view, that should be sought in illusionism, and which historically has often been lost.
Penn & Teller are perhaps the illusionists who have explored the art of illusion more than anyone else in the world. It is no coincidence that they were my first source of inspiration for my needle-swallowing act—a classic routine also performed by Houdini, a sort of fakir-style demonstration. Thanks to my collaboration with Andrea Rizzolini, the character of a tailor emerged—one who can’t thread the needle and, while moistening the thread, accidentally swallows the needle and discovers that he likes it. I believe this too is a form of evolution: modernising a pseudo-fakirism routine through character creation and theatrical interpretation.
More recently, for the show Incanti, I conceived a full-stage act—the “cloud” routine—in which I brought into play everything I have learned about physical theatre, mime, and clowning, with magic almost taking a secondary role. I tried to bring to life a more fully developed character that could become a new key for an entire show. Together with Andrea Rizzolini, we started from a blank page, imagining a single cloud floating around the stage and a character who finds himself the victim of a series of unexpected events that he initially cannot understand. The act is still evolving, with magical effects forming an integral part of the narrative.
My main goal now is not only to build a routine or a show, but to understand what can still be expressed through illusionism.
(article published on Juggling Magazine, n.105, march 2025)
Torinese, classe 2000, Piero Venesia è illusionista e attore specializzato nell’ambito del close up. Nelle sue performance unisce illusionismo, teatro, mimo e clown. Primo premio nella categoria Parlour Magic al campionato europeo FISM 2024, è stato ospite della trasmissione Fool Us di Penn & Teller a gennaio 2025.
Quando ero piccolo mia nonna mi portava spesso in una bancarella dove vendevano giochi di prestigio in un paesino di mare vicino a Imperia. C'era questo signore che ti spiegava come eseguire i trucchi e per un bambino avere in mano quei segreti era una cosa incredibile. Quello che probabilmente mi affascinava all’inizio era sapere delle cose che altri non sapevano. Perché alla fine gran parte del fascino iniziale dell’illusionismo sono i suoi i segreti. E quando sei piccolo questa è una cosa psicologicamente molto forte perché se impari a fare un gioco di magia se ne va la timidezza e se ne vanno tutti i problemi relazionali con gli altri. Ma crescendo mi sono reso conto che c’era qualcos’altro da ricercare al di là del segreto, ovvero un’esperienza, una reale sensazione del magico. Intorno ai 15 anni ho iniziato a lavorare nelle classiche feste e cerimonie, ma da subito volevo fare qualcosa di più artistico e più mio. Così nel 2017 mi sono iscritto ai corsi di formazione del Circolo degli Amici della Magia di Torino e parallelamente ho cominciato a fare un percorso attoriale con Itaca Teatro di Marco Alotto e Gianni Bissaca.
Dal 2021 collaboro con l’associazione Treno della Memoria che organizza iniziative per ripercorrere le tappe della storia dell’olocausto e sensibilizzare le giovani generazioni alla cittadinanza attiva e alla democrazia, portando in scena L’amico ritrovato di Fred Uhlman e Bent di Martin Sherman, nonché numerose letture nel ghetto di Cracovia e diverse performance all’interno dei Lager in Polonia.
Facendo teatro ho iniziato a capire di più come si sta sul palcoscenico, cosa che nella magia spesso si dà per scontato, e quanto un'arte performativa può trattare temi umani e profondi. Qualche mese fa ero a Cracovia e, alla fine di uno spettacolo, il pubblico è rimasto in silenzio, c'è stato un momento così intenso che mi ha ricordato perché salgo sul palcoscenico, ma anche quanto uno spettacolo può colpire emotivamente nel profondo. È questa profondità che secondo me va ricercata nell'illusionismo e che, storicamente, è stata persa di vista. Gli illusionisti Penn & Teller sono forse quelli che più di ogni altro al mondo hanno esplorato l’arte dell’illusione, Non è un caso che siano stati proprio loro la prima fonte di ispirazione per il mio numero dove ingoio gli aghi, un numero classico che faceva anche Houdini, una specie di dimostrazione di fachirismo. Grazie alla collaborazione con Andrea Rizzolini è scaturito il personaggio del sarto che non riesce a infilare il filo nella cruna dell’ago e mentre inumidisce il filo si sbaglia e ingoia l’ago scoprendo che gli piace. Credo che anche questa sia una forma di evoluzione, cioè modernizzare un numero di pseudo-fachirismo finto attraverso il personaggio e l’interpretazione teatrale. Recentemente, per lo spettacolo Incanti, ho concepito un numero da palco, il numero della nuvola, dove ho messo in gioco tutto quello che ho appreso di teatro fisico, mimo, clown e dove la magia è quasi in secondo piano. Ho cercato di dar vita a un personaggio più strutturato che potesse essere una chiave nuova per un intero spettacolo. Insieme ad Andrea Rizzolini siamo partiti da un foglio bianco e avevamo in mente questa singola nuvola che vola in giro per il palco e un personaggio che si ritrova vittima di una serie di imprevisti che all'inizio non riesce a capire. È un numero tuttora in evoluzione dove gli effetti magici sono parte integrante della narrazione. Il mio principale obiettivo adesso non è solo quello di costruire un numero o uno spettacolo ma capire cosa ancora può essere espresso attraverso l’illusionismo.
(articolo pubblicato su Juggling Magazine, n.106, marzo 2025)
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